Guardarsi, comunicare quel tanto che basta a percepire interesse, nome e cognome captato nell'aria, la certezza di ritrovare l'altro in rete senza la necessità di chiedere un appuntamento, un numero, una nuova occasione. L'occasione verrà alla prima richiesta di amicizia – la strategia sta nell'attendere il momento giusto, la mattina successiva, la notte stessa appena rientrati a casa oppure trattenere la mano fino ad aspettare che lo faccia lui o lei.
Impossibile resistere alla tentazione di sapere di più; una volta ottenuto il contatto nessuno sa frenarsi dal guardare foto, lista amici, interessi, professione, provenienza, ogni traccia informativa lasciata nella pagina Facebook. Spingersi fino a googlare il nome e indagare, studiare quello sguardo che ha catturato la nostra attenzione.
Sapere senza chiedere è questa la novità che ci offrono i social network. Incontrarsi e ascoltare notizie note, la mente ha già esaminato il grado di compatibilità. Religione, preferenze politiche, ciclo di studi, sede degli studi, città di provenienza, città di residenza, viaggi effettuati, amici, tipologia amici, tante donne? Molti uomini? Foto semplici o studiate? Carnet di presentazione alla pari di agenzie matrimoniali. Status relazionale: fidanzati, single, in una relazione complicata, sposati - spesso specificando con chi - nome di eventuali figli, foto degli stessi. Preferisce mare o montagna? Cinema d'autore o film commerciali? Legge e che cosa?
Scoprire una mente, un corpo prima di frequentarlo. Guardare foto in costume, valutare il grado di attrazione, decidere che sì, dopo tutte queste ricerche, è arrivato il momento di incontrarsi di nuovo.
Entrano in scena. Un saluto complice con un velo di imbarazzo avvolge i protagonisti. Loro che in e-mail sono diventati così intimi ora percepiscono che non lo sono, che c'è ancora un margine lasciato all'imprevisto - forse quella presunta affinità scomparirà tra le pieghe di una prima serata o, al contrario, quello che pareva essere sciocco avrà uno spessore diverso.
Fluttuano parole nell'aria, spesso a condire informazioni già note eppure c'è sempre un altrove, un oltre, un territorio che persino le etichette non possono raccontare. E il segreto è proprio qui, in una società dove la comunicazione si è vestita di velocità, il gioco è nella lentezza, nell'assaporare, nel concedersi di andare oltre quello sguardo, oltre il biglietto da visita virtuale e aprire le porte della conoscenza, curiosare nell'immagine che si pone di fronte a noi e viaggiare dentro una mente, dentro un corpo che forse dopo odoreremo – l'odore non è ancora catalogabile in rete – e annusare la vita degli altri perché l'amore, la scoperta dell'amore, è ancora possibile anche quando studi sociali vogliono farci credere che non sia più realizzabile. Sta a noi decidere, siamo sempre liberi di scegliere, di provare la meravigliosa sensazione di cambiare le regole del gioco, di stabilire di volta in volta come muoverci, mescolando velocità e lentezza, aprendo gli occhi al microcosmo che abita ognuno di noi e respirare.