Le Celebrazioni della Pasqua si avvicinano, anzi oggi, Giovedì Santo, per i Cristiani si apre la “tre giorni” più Sacra dell’Anno che culminerà con la Liturgia del Sabato Notte nell’Annuncio della Resurrezione di Gesù. Quest’anno le Celebrazioni Ebraiche e quelle Cristiane coincidono temporalmente, infatti al tramonto di Venerdì nelle famiglie di tradizione religiosa e culturale ebraica verrà consumato il Pasto Rituale, Seder, che ricorda l’Uscita dall’Egitto, dalla Casa di Schiavitù secondo quanto scritto in Shemot – Esodo capitolo 12, il versetto 11 si conclude con queste parole “… poiché è la Pasqua del Signore”, cioè “ è il Passaggio del Signore”. Pesach ha il suo inizio in coincidenza con l’ultima e più terribile Piaga – Makhoth: lo sterminio dei Primogeniti … Dio terribile quello di Mosè? Certamente un Dio Inquietante, un Dio che sceglie di stare da una parte della barricata della Storia, un Dio che sceglie coloro che non sono. Gli Ebrei non solo erano schiavi ma neppure erano Popolo, Ivrit, infatti, significa “Quelli dell’altra parte” una delle tante tribù disperse ed asservite che popolavano il delta del Nilo. Il Dio di Mosè non è un Dio della Metafisica, non è un Dio deducibile attraverso un processo di astrazione logica. Il Signore Benedetto non è Zeus, non è il Dio dei Filosofi, non è il Motore Immobile. Il Signore Benedetto è il Dio della Storia, il Dio che nella Storia si Rivela con un atto di Liberazione. «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile” (Shemoth - Esodo 20,2). Immaginate queste parole negli anni trenta del Novecento in Germania, negli anni quaranta del Novecento in Polonia, nei Vernichtung lager di Auschwitz, Sobibor, Bergen Belsen. Immaginate queste parole nel Sud Africa dell’Apartheid. Boesak, teologo sud-africano della Liberazione scrisse che “i Popoli Esclusi dalla Storia non si pongono il problema dell’esistenza di Dio, la teodicea è problema da pance piene e stomaci sazi, ma si pongono la domanda: da che parte sta Dio?
Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. 2Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. 4Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 5L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 6Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. 6Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea...(Matteo 28, 1-7). Dio è con gli esclusi, Gesù il Verbo di Dio divenuto carne appare dopo la Resurrezione a delle Donne, cioè a dei soggetti negati della Storia, le donne, infatti non potevano deporre in giudizio se non con la presenza di almeno un maschio della famiglia. Di più a delle Donne è affidato l’incarico di farsi Annunziatrici della Buona Notizia: la Resurrezione dai Morti, che secondo Paolo è il sigillo della fede “vana sarebbe la nostra fede senza la Resurrezione”.
Cos’altro è il passaggio dalla Schiavitù alla Libertà se non il passaggio dalla morte alla vita? Lo schiavo secondo il diritto romano altro non è che “uno strumento vocale” distinto dall’animale solo perche questo è “strumento semi-vocale”. Lo Schiavo è uno strumento come la zappa non un essere umano. In ogni azione storica che redime da una condizione disumana ad una condizione umana vi è il segno profondo e radicale dell’azione del Dio della Pasqua, in ogni pagina della Storia Umana che vede un processo reale di Liberazione vi è il segno del Dio della Pasqua.
La Pasqua – Pesach aldilà del suo contenuto religioso, aldilà dei suoi “valori dogmatici”, aldilà delle stesse celebrazioni liturgiche ci costringe a porci la domanda: io da che parte mi colloco? Dalla parte della Vita, dunque della Libertà, oppure dalla parte della Morte, dunque dell’Oppressione.