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Il dramma italiano
Di Francesco Di Pisa (del 26/09/2011 @ 11:29:28, in Italia, linkato 341 volte)

Già da oggi e senza dover volgere troppo lo sguardo al futuro, lo Stato Italiano non e’ più in grado di garantire a pieno regime molti servizi essenziali quali la salute pubblica, l’istruzione e l’investimento per la crescita. Non parliamo dei servizi sociali. Mancano fondi per ristrutturare e modernizzare ospedali e scuole: alla ripresa delle lezioni, durante le riunioni col personale docente i genitori vengono pregati di collaborare alle spese per la pulizia ed il mantenimento di classi ed altri spazi di per sé pubblici. Dopo aver rotto il capitello radiale, nel Dicembre 2010, all’uscita di un Pronto Soccorso coi letti in corridoio, venni fermato da un infermiere che mi tolse dal collo la benda con cui mi ero legato il braccio al collo: scusi, ne abbiamo solo uno. La prossima volta me lo porterò prima da casa. Basti questo.

Eppure sprechi, abusi da parte delle strutture governative (e non) dello Stato, continuano e proliferano: appalti milionari, stipendi stellari a Manager pubblici, contributi previdenziali senza criterio, mancato sfoltimento burocrazia, uso improprio di apparati statali, etc.

A differenza di una staticità che da sempre caratterizza l’Italia e gli Italiani quando giunge il momento di adeguarsi ai tempi, ossia modernizzarsi, ciò che viceversa muta – naturalmente salendo - di finanziaria in finanziaria e’ solo la pressione fiscale, la stretta nei confronti di alcuni, soliti contribuenti. Il Governante colpisce a occhi chiusi senza piuttosto mirare al vero obiettivo - che già altri Paesi da tempo o da quando e’ iniziata questa lunghissima crisi – stanno faticosamente cercando di raggiungere: la semplificazione generalizzata: a cominciare dal mondo del lavoro, che in Italia rappresenta ancora un complesso, oscuro oggetto del desiderio, creando condizioni per dare fiducia a chi solo, oggi, può assumere personale: il privato; il tutto sostenendo le idee, il talento e la forza di giovani (e non) che sviluppano iniziative intellettuali e imprenditoriali intelligenti, come Vision. A cui seguirà subito dopo e naturalmente, una razionalizzazione del sistema fiscale, sforbiciando di netto milioni di norme, regolamenti e patti.

L’aumento di un punto dell’IVA invece, tanto per scegliere una delle ultime non-iniziative governative, non è una buona idea frutto di teste pensanti, quanto un colpo secco e prevedibile all’emergenza continua.

Va da sé, non è facile far mutare opinione e scardinare un sistema di privilegi millenari a cui troppi ancora si aggrappano, convincendo lo stolto che la via maestra è altrove. Ma in questo Paese non mi stupisco più di nulla se è vero come è vero che (in un senso ingegnosamente folle) la cricca napoletana dei servizi ‘offerti’ al personale viaggiante su rotaie che vende cravatte contraffatte sulla Freccia Rossa, o fornisce panini preparati nei bagni delle stazioni – ha scritto alcune settimane fa una lettera ai funzionari di Trenitalia offrendo la propria disponibilità a farsi regolarmente assumere - onde evitare quei fastidiosi raggiri o peggio le innumerevoli denunce e confische da parte degli organi di polizia ferroviaria contro gli stessi.

In Italia la malavita organizzata vorrebbe legalizzare il proprio ruolo rendendo ‘’fisso’’ il rapporto con lo Stato, nel mentre il Governante fa il proprio compito a tempo perso. Bizzarrie e drammi che in qualche modo si congiungono in un cerchio dirompente.  Qualcuno, prima o poi dovrà spaccare con la forza tutti questi meccanismi obsoleti, o il Paese, sprofonderà nell’abisso vero.