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MLT 2 - Pagamento dei fornitori di beni pubblici sulla base dei risultati: la formazione professionale ed il mercato del lavoro
Di Oscar Pasquali (del 05/04/2011 @ 18:06:01, in Italia, linkato 449 volte)

AREA 1: Dare concretezza al merito

Per rispondere concretamente alla bassissima prestazione occupazionale delle regioni del Sud è necessario sviluppare un forte orientamento ai risultati da parte di chi gestisce servizi finalizzati all’aumento dell’occupazione.

“La formazione serve per pagare lo stipendio ai formatori”. Ad esprimersi in questa maniera fu, qualche anno fa, il presidente della regione Campania, Bassolino. Tuttavia, rispetto a questa situazione certamente scandalosa – perché tale fallimento negli strumenti di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro si materializza a fronte di un dato che vede Puglia, Sicilia, Campania e Calabria agli ultimi quattro posti tra le regioni europee per tasso di occupazione – nulla è stato realmente fatto. Ci si è limitati alla denuncia, e ciò chiama in causa un’intera filiera di istituzioni (province, centri per l’impiego, regioni, ministero del lavoro) responsabili nel settore, a cui si aggiunge la Commissione Europea che coordina l’attuazione del Fondo Sociale Europeo, uno dei principali strumenti finanziari di queste politiche.

Per passare ad un orientamento ai risultati si deve sviluppare un sistema di monitoraggio che sia in grado di registrare il numero di persone a cui viene dato lavoro dalle diverse agenzie coinvolte. Di conseguenza la retribuzione dei formatori potrebbe (e dovrebbe) basarsi sul numero di persone (eventualmente con priorità in termini di segmenti) che, dopo aver seguito il loro corso, trovano lavoro e, soprattutto, ce l’hanno ancora dopo due o tre anni.

Per far ciò sarebbe necessaria una task force, con sede presso il Ministero del lavoro, in grado di sviluppare sistemi di monitoraggio ed incentivi, nonché di monitorare effettivamente gli interventi e, soprattutto, i risultati. I partner ed i sostenitori, siamo sicuri, non mancherebbero: a partire da studenti e famiglie, passando per la forza lavoro -veramente in cerca di lavoro-, le donne e gli immigrati, fino a raggiungere le amministrazioni virtuose e, non ultime, le società private di incontro domanda e offerta di lavoro.