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Crisi economica: come, perché ... Comprendere per partecipare attivamente alla vita sociale, politica ed economica
Di Carlo Spada (del 13/02/2012 @ 09:43:09, in Mondo, linkato 789 volte)

Nel settembre del 2008 la bancarotta della banca d’affari Lehman Brothers e il collasso della più grande compagnia d’assicurazioni del mondo la AIG, scatenarono una crisi finanziaria globale, il risultato fu una recessione globale rendendo trenta milioni di persone disoccupate. Come si è arrivati a questo punto? Chi sono i responsabili?

Il Sistema finanziario

Nel vecchio sistema, quando il proprietario di una casa pagava il mutuo ogni mese i soldi tornavano nelle tasche del creditore e i creditori prestavano soldi con attenzione. La nascita delle cartolarizzazioni permise di prestare soldi senza più rischio. Con il nuovo sistema i creditori potevono vendere il mutuo alle banche d’investimento e queste combinavano i mutui e altri prestiti: i pagamenti per le auto, rate per le iscrizioni scolastiche e i debiti delle carte di debito. Nascevano, così dei complessi derivati chiamati CDO (Collateralized debt obligation), le banche d’investimento poi vendevano le CDO agli azionisti.
Dato che chiunque poteva ottenere un prestito, i prezzi delle case crebbero vertiginosamente e a Wall Street questa bolla immobiliare portava tanti profitti. Inoltre agli investitori che possedevano delle CDO si diede la possibilità di ottenere dei Credit Default Swap, che funzionavano come una polizza assicurativa. Un investitore che comprava un Credit Default Swap pagava alla AIG un quarto del pagamento per l’assicurazione. Se la CDO perdeva il suo valore la AIG prometteva di pagare l’investitore per le sue perdite, ma a differenza delle normali assicurazioni gli speculatori potevano anche comprare dei Credit Default Swap dalla AIG per poter scommettere contro le CDO che non possedevano.


I Presidenti degli Stati Uniti D’America

L’amministrazione Reagan negli anni ’80 cominciò un deregolamentazione dell’industria finanziaria supportata da economisti e lobbisti. Nel 1981 Reagan scelse Donald Regan, direttore generale della banca d’investimento Marrill Linch, come segretario al Tesoro.
Durante l’amministrazione Clinton la deregolamentazione  continuò sotto Alan Greenspan che sotto l’amministrazione Reagan era stato nominato presidente della Federal Reserve e Larry Summers, un professore di economia di Harvard. All’inizio degli anni ’90 la deregolamentazione e il progresso tecnologico portarono ad una esplosione di complessi prodotti finanziari chiamati  strumenti derivati.
Nel 2006 Bush nominò Henry Paulson,  amministratore delegato della Goldman Sachs, segretario del tesoro. Alla fine del 2006 la Goldman Sachs, cominciò a scommettere contro le CDO, mentre le spacciava ai clienti come buoni investimenti.
Obama scelse Timothy Geithner come segretario al tesoro, presidente della NY federal reserve durante la crisi, nuovo  presidente della NY Federal Reserve, William C. Dudley ex capo economista della Goldman Sachs, capo dei consulenti economici di Obama,  Larry Summers, quindi tutti coloro che hanno creato la crisi hanno mantenuto potere.

Le agenzie di Rating

La Lheman Brothers due giorni prima del fallimento ebbe una AA dalle agenzie di rating e la AIG altrettanto pochi giorni prima di ricevere aiuto dal governo la Fannie Mae e la Freddie Mac una AAA quando furono salvate.

Gli accademici

La deregolamentazione ebbe anche un ampio supporto intellettuale, fin dagli anni ’80. Gli economisti accademici erano a favore della deregolamentazione, pochissimi di questi esperti avvertirono il succedere della crisi. Martin Feldstein accademico di Harvard fu capo dei consiglieri economici del Presidente Regan è uno dei principali architetti della deregolamentazione, ma fu anche nel consiglio direttivo della AIG. Glen Hubbard Preside della Columbia Business School, divenne capo dei consiglieri economici sotto l’amministrazione  di  George W. Bush, membro tra l’altro del consiglio della Capmark financial corporation una grande società di mutui commerciali che finì in bancarotta nel 2009, Laura Tyson, professoressa all’Universita della California, Presidentessa del consiglio dei consulenti economici e poi direttrice del consiglio economico nazionale sotto la presidenza Clinton, poco dopo aver lasciato il governo si unì al consiglio della Morgan Stanley.

Conclusioni
La deregolamentazione del sistema finanziario ha permesso di prestare soldi a tutti, anche a chi, chiaramente era ad alto rischio.
Dato che chiunque poteva ottenere un prestito, i prezzi delle case crebbero vertiginosamente e a Wall Street questa bolla immobiliare portava tanti profitti.
Tutti i Presidenti degli Stati Uniti D’America, a partire da Reagan hanno deregolamentato il mercato finanziario, o non hanno posto delle regole serie.
Tutti i Presidenti degli Stati Uniti D’America hanno nominato nei punti chiavi del sistema economico Americano, uomini delle banche d’investimento e accademici che supportavano la non regolamentazione del sistema.
Le agenzie di rating hanno giudicato le banche d’investimento le assicurazioni e i prodotti derivati positivamente, fino a pochi giorni del collasso del sistema.

Dati


Richard Fuld amministratore di Lheman Brothers aveva un compenso annuo di 90 milioni di dollari e per liberarsene gli hanno riconosciuto altri 24 milioni. Superliquidazione anche nel caso di Stanley O’Neal, ceo della Merrill Lynch, banca d’affari salvata con i soldi dei contribuenti americani, è stata di ben 161 milioni. (Fonte: Panorama.it del 23/02/2009)

Il numero dei senza lavoro nel mondo è arrivato a 212 milioni nel 2009 con un incremento senza precedenti di 34 milioni rispetto al 2007
• Il ritmo dei progressi nella riduzione del numero dei lavoratori poveri ha registrato un brusco rallentamento. Circa il 30 per cento del totale dei lavoratori nel mondo — oltre 900 milioni — viveva nel 2011 con le proprie famiglie al di sotto della soglia di povertà dei 2 dollari al giorno, ovvero 55 milioni in più rispetto alle tendenze previste prima della crisi. Dei 900 milioni di lavoratori poveri, circa la metà vivevano al di sotto della soglia estrema di povertà di 1,25 dollari al giorno.
• Nel 2011, a livello globale il numero dei lavoratori con un impiego vulnerabile ammontava a 1,52 miliardi, un aumento di 136 milioni di persone dal 2000 e di circa 23 milioni dal 2009.
• Il 50,5 per cento delle donne ricopre un’occupazione vulnerabile, rispetto al 48,2 per cento degli uomini.
• Condizioni economiche favorevoli hanno stimolato il tasso di creazione dell’occupazione sostenendo, di conseguenza, la domanda di manodopera interna, in particolare nelle più grandi economie emergenti dell’America Latina e dell’Asia Orientale.
• Il divario in termini di produttività del lavoro tra le economie industrializzate e i paesi in via di sviluppo, indicatore importante per misurare la convergenza dei livelli di reddito tra paesi, si è attenuato nel corso degli ultimi 20 anni benché continui ad essere considerevole: nel 2011, la produttività per lavoratore nelle economie industrializzate e l’Unione Europea equivaleva a 72.900 dollari, contro una media di 13.600 dollari nelle regioni in via di sviluppo.

(Fonte: ILO Organizzazione Internazionale del Lavoro).

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