* di Valeria Sirabella e Romeo Henes
Questo post è parte di un progetto più ampio dal titolo “Il Servizio Pubblico nel Mercato Globale dell’Informazione”
DRAFT - Primo release
Roma, ottobre 2009
Da una parte la manifestazione di sabato sulla libertà si stampa, e la campagna (ennesima) di boicottaggio delle reti Mediaset. Dall’altra l’iniziativa per l’abolizione del canone (anche questa non è una novità) che può essere un argomento non del tutto infondato ma appare strano che a giustificarlo siano un paio di trasmissioni giudicate pregiudizialmente di parte.
Il dibattito - e soprattutto le critiche - intorno al Servizio Pubblico (e Privato) Radiotelevisivo Italiano negli ultimi giorni sta producendo l’ennesima contrapposizione che appare piuttosto settaria. E che, soprattutto, rischia di non portare da nessuna parte.
Le due bandiere sono la “libertà di informazione” da una parte e “l’imparzialità dell’informazione” dall’altra, concetti che gli schieramenti politici rispolverano di tanto in tanto in conseguenza di episodi specifici e in polemica rispetto a singole personalità.
Il motivo dello scontro è sempre, in sostanza, la distribuzione dell’informazione tra prodotti politici.
Posta in questi termini, la questione distoglie l’attenzione dallo scopo e dalla natura stessa del Servizio Pubblico, che in quanto tale dovrebbe prima di tutto perseguire il fine dell’interesse generale.
Vision propone di affrontare la questione della Rai da una prospettiva completamente diversa, nell’ambito di un progetto ampio di cui questa nota costituisce anticipazione.
L’intenzione è quella di concentrare l’osservazione sull’aspetto dell’informazione quotidiana della RAI, e di analizzare il servizio reso da un punto di vista della natura di servizio pubblico dell’informazione quotidiana nel suo complesso, e da una prospettiva che sia libera dall’intento di verificare la distribuzione e inclinazione politica delle notizie.
Vision ha monitorato per un mese le notizie trasmesse nei tre telegiornali Rai nelle due edizioni principali del giorno e della sera, ed ha attribuito un punteggio all’importanza che all’interno dei telegiornali rivestono i diversi argomenti, sulla base di due indicatori:
- numero di servizi
- posizione dei servizi all’interno della scaletta del tg (al servizio mandato in onda per primo abbiamo cioè attribuito un punteggio massimo)
In che misura sono rispondenti alla natura pubblica del servizio la distribuzione delle notizie dei telegiornali?
Ovviamente la definizione di “pubblico” – intesa come rispondente alla erogazione di un “public good” che il mercato, spontaneamente, non produrrebbe - è, in parte, inevitabilmente arbitraria.
Tuttavia, abbiamo ipotizzato di poter prudentemente assumere che un servizio pubblico rispetto ad uno a pagamento deve sostanzialmente:
1. fornire un prodotto diverso da quello commerciale (altrimenti non stiamo rispondendo ad un “fallimento del mercato”);
2. essere finalizzato ad aumentare un bene collettivo (ad esempio il capitale umano o la propensione verso valori che riteniamo condivisi – l’unità nazionale ma anche, perché no, la cultura, la scienza, l’innovazione, l’Europa)
3. presentare una interpretazione, favorire una percezione della realtà che sia rispondente al vero (e, quindi, saremmo preoccupati se la televisione facesse percepire una situazione di grave disagio sulla sicurezza se i numeri della criminalità fossero tutti in discesa).
In che misura, dunque,
la RAI risponde alla sua missione di servizio pubblico (ripeteremo l’esercizio per i servizi pubblici di Regno Unito, Francia e Spagna e per Mediaset per misurare la differenziazione pubblico – privato)? E’ risultato che:
- L’argomento cui viene data più importanza è la cronaca. Nello specifico, la cronaca viene considerata quattro volte più importante degli Esteri, e tre volte più importante dell’Economia.
- Il 16% delle notizie parlano di immigrazione. Nel 93% dei casi se ne parla in termini negativi.
- Il 40% delle notizie in cui si parla di immigrazione sono notizie di cronaca.
- Il 25% dei servizi di cronaca parlano di immigrazione, e nell’85% dei casi ne parlano in termini negativi.
- Il 40% dei servizi di cronaca sono di cronaca nera.
- La politica italiana viene considerata tre volte più importante della situazione internazionale, e due volte e mezzo più importante dell’economia
- La cultura ha un’importanza praticamente trascurabile
- Nelle notizie sportive, il calcio ha un importanza di 6 volte superiore a quella di tutti gli altri sport messi insieme.
Classifica degli argomenti per importanza
Punteggi attribuiti sulla base di numero di servizi e posizione nel tg – Tg1,Tg2,Tg3, maggio 2009*
|
Politica
|
1571
|
|
Cronaca
|
734
|
|
Economia
|
644
|
|
Esteri
|
511
|
|
Cronaca nera
|
367
|
|
Chiesa
|
243
|
|
Sport
|
146
|
|
Altro
|
59
|
|
Scienze
|
38
|
|
Cultura
|
12
|
* è stato attribuito un punteggio massimo di 10 al servizio mandato in onda per primo all’interno del TG, 9 punti al secondo e così via. A tutti i servizi andati in onda dopo la decima posizione è stato attribuito un punteggio di 1.
Classifica degli argomenti per numero di servizi
|
Politica
|
218
|
|
Cronaca
|
110
|
|
di cui allarme pandemia
|
9
|
|
Economia
|
89
|
|
Esteri
|
85
|
|
di cui Italia all'estero
|
33
|
|
Cronaca nera
|
61
|
|
Chiesa
|
42
|
|
Sport
|
37
|
|
di cui calcio
|
29
|
|
Cultura
|
6
|
|
TOT servizi monitorati
|
648
|
...da continuare.....
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