Area 2: Aprire la società meridionale come opportunità di sviluppo

I fondi del PON (Programma operativo nazionale) sulla Ricerca e la competitività, i più ingenti tra i Fondi Strutturali UE stanziati per l'arco temporale 2007-2013, sono ad oggi quasi inutilizzati.
L'idea è quella di lanciare immediatamente un bando internazionale per l'utilizzazione di questi fondi presso centri di ricerca, o per la costituzione di laboratori di ricerca in Enti pubblici o privati, con la clausola che almeno l'80% dei fondi vada a giovani con meno di 40 anni.
La ricerca dovrebbe svolgersi in enti situati nelle regioni meridionali oggetto del finanziamento (Regioni c.d. Obiettivo 1), i responsabili dovrebbero godere di ampia autonomia nella gestione dei fondi e dovrebbero essere valutati ex post sulla base dei risultati ottenuti e con criteri chiari stabiliti prima dell'assegnazione del finanziamento.
Più in generale, vorremmo poter entrare nel merito di come utilizzare al meglio questi fondi, che risultano ad oggi decisamente sottoutilizzati (ne sono stati impiegati 915 milioni sui 6 miliardi a disposizione).
Compatibilmente con i vincoli imposti dall'Unione Europea, si potrebbe pensare di stanziarne una parte a finanziamento di un grande programma di borse post-dottorali, di assegni di ricerca e di posti di ricercatore a tempo determinato presso Università del meridione.
Inoltre, i Fondi dovrebbero essere destinati particolarmente al Sud, per rendere le Università del meridione centri di attrazione per gli studenti ed i ricercatori d’Europa e dei paesi del Mediterraneo, con l’intento esplicito di invertire la tendenza che vede le Università del nord Europa (o degli Stati Uniti) come unica scelta possibile per le specializzazioni ad alto contenuto scientifico. A tal fine, bisognerebbe individuare alcuni ambiti scientifici (Diritto dell’UE e dell’immigrazione, Navigazione e trasporti, Energie rinnovabili…) sulla base delle competenze di cui il Sud ha grande bisogno e che, per altro verso, lo renderebbero molto più attraente per gli investimenti e capace di fornire professionalità agli investitori su entrambe le sponde del Mediterraneo. In tali materie bisognerebbe invitare le Università (anche in forma associata) ad organizzare master in lingua inglese, programmi di dottorato e di post-doc per studenti selezionati con bandi pubblici internazionali.
Ciascun corso dovrebbe avere l’obiettivo di diventare entro 5-10 anni il punto di riferimento europeo e mediterraneo per la disciplina di cui si occupa, così da attirare i migliori docenti, ricercatori e studenti della materia. Non è un’impresa impossibile, vi numerose e consolidate esperienze di Università europee (in paesi non di madrelingua inglese) che dimostrano come si possa far diventare i propri centri di ricerca un punto di riferimento mondiale per una determinata disciplina. Si pensi soltanto all’Università di Leiden per il Diritto tributario internazionale e a quella di Barcellona per le tecnologie applicate.
Le città del Sud, per dimensione e tradizione culturale, possono essere il luogo ideale per sviluppare un florido ambiente per il confronto e la ricerca, inoltre i Fondi rappresenterebbero un’opportunità per responsabilizzare le giovani risorse presenti nelle regioni meridionali.